KARPENISI – C’era il sole a Olympia mercoledì scorso smentendo quelle previsioni catastrofiche che volevano avverse condizioni meteo e che avevano consigliato gli organizzatori della cerimonia dell’accensione della fiaccola di Milano Cortina a trasferire l’evento all’interno del museo archeologico. Ma la pioggia battente e perfino qualche frana sui ripidi tornanti del monte Chelmos e ieri sui pendii dell’Euritania hanno messo a dura prova la macchina del viaggio greco della Fiamma. All’alba di ieri la Fiamma, ospitata in un veicolo speciale che ha un tripode sul bagagliaio alimentato da alcune bombole di gas all’interno (cosa rigidamente vietata in Italia) è partita per la vera prima tappa del tour greco di 2000 chilometri dal villaggio montano di Kalavrita dove ha riposato nella notte lasciandosi alle spalle le cime del Chelmos e dirigendosi verso la costa.
E’ scesa verso il mare la Fiamma raggiungendo Patrasso, porta d’accesso per tutti quei turisti che si imbarcano dalla Puglia durante il periodo estivo e che forse non si soffermano tanto su una città plasmata da secoli di scambi culturali limitandosi alla zona portuale. Sosta più che doverosa con intermezzo musicale alla casa museo di Kostis Palamas il poeta greco di fine ‘800 che è l’autore dell’inno olimpico.
Da Patrasso, la torcia ha attraversato il ponte Rio-Antirrio (ufficialmente ponte Charilaos Trikoupis), una meraviglia dell’ingegneria moderna che collega il Peloponneso con la Grecia continentale per dirigersi verso Agrinio, una città incorniciata da laghi e montagne. Ha sfiorato a ovest anche la cittadina di Missolungi dove nel Giardino degli eroi risposa il cuore di Lord Byron (tanto legato a Venezia e a Porto Venere) che ebbe un ruolo decisivo nel 1824 nella guerra d’indipendenza greca per avere finanziato e guidato la sollevazione contro l’assedio ottomano della città.
Salita sui tornanti per nulla agevoli dei monti dell’Euritania la Fiamma con un notevole ritardo (causa maltempo) è stata salutata a Karpenisi dalla locale banda di giovanissimi che si sono esibiti negli inni italiano e greco. E’ quello il cuore dell’Euritania, zona ricca di tradizioni radicate, dove ha riposato per la notte in attesa di aggredire i monti dell’Epiro e giungere oggi a Metsovo.