VENEZIA – Le posizioni differenti con il ministro della Cultura Alessandro Giuli sulla presenza degli artisti russi alla prossima Biennale Arti visive non sono certo risolte. Il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco resta fedele alla tradizione di una Fondazione che da 131 anni è e resta “presidio di libertà”. La stessa che ieri Buttafuoco ha rilanciato nella presentazione dei programmi delle prossime rassegne di Teatro, Musica e Danza che da giugno a ottobre invaderanno tutti gli spazi di Venezia. Nessuna polemica da alimentare per il presidente dell’istituzione veneziana. “Ovviamente – dice Buttafuoco – è la realtà a dettare l’agenda, a maggior ragione le locandine”. E guai a sottovalutare la centralità dell’arte: “L’arte non è decorazione, l’arte è l’espressione immediata, è ciò che ci consente di arrivare dritti al punto. Anticipa quel che verrà e, grazie all’arte, noi abbiamo la consapevolezza di avere un orizzonte universale, non certamente minuto, meschino e mediocre.
“Danza, musica e teatro – sostiene Buttafuoco – sono linguaggi che si manifestano nel tempo e nella presenza, determinandosi nella relazione del qui e ora tra artista e pubblico. Per Sir Wayne McGregor la danza ci invita a riconsiderare la natura del tempo, per Caterina Barbieri la musica ci riporta all’ascolto primordiale da cui tutto nasce, per Willem Dafoe il teatro ci riconduce alla verità dell’incontro umano”. Si comincerà il 7 giugno con il 54° Festival internazionale del Teatro, diretto da Willem Dafoe. Il programma proseguirà fino al 21 giugno, per proseguire dal 17 luglio all’11 agosto col 20° Festival internazionale di Danza contemporanea diretto da Wayne McGregor, vero “guru” della danza contemporanea. Toccherà poi al 70° Festival internazionale di Musica contemporanea, diretto da Caterina Barbieri in programma dal 10 al 24 ottobre.
‘Time Does Not Exist’ è il titolo del Festival Internazionale di Danza Contemporanea diretto da McGregor. Una riflessione sul tempo che si ispira alle teorie del fisico Carlo Rovelli. McGregor, ha ricordato il presidente della Biennale, “ci invita a mettere in discussione la concezione lineare e uniforme del tempo, poiché esso è, come suggerisce la fisica moderna, una relazione tra eventi. E allora anche la danza, che vive nel tempo, diventa un luogo privilegiato per esplorare questa complessità”. In autunno, dal 10 al 24 ottobre, si svolgerà il programma del Festival di Musica contemporanea, A Child of Sound, a
richiamare, ha precisato Buttafuoco, “un ritorno all’origine” per rispondere a una domanda: “Qual è il primo suono della nostra memoria, possiamo trovarci nella dimensione di ascolto puro, quello dell’infanzia?”
Durante le tre rassegne a Venezia si conteranno 158 appuntamenti per 470 artisti, selezionati tra 1.841 domande di partecipazione da 48 Paesi diversi. Oltre 200 artisti, raccolti in 55 appuntamenti con undici tra produzioni e coproduzioni, dieci prime assolute, due europee e quattro italiane. Titolo della trassegna di Teatro “Alter Native”. “ L’idea – ha spiegato Dafoe – è quella di pensare ad Alter come a un cambiamento e Native come alla propria natura. Oppure Alter come altro e Native come la cultura di provenienza”. Previsti spetyacioli firmati da Christos Stergioglou, Mario Banushi (Leone d’argento) con la trilogia Romance familiare, Satoshi Miyagi con Mugen Noh Othello e la compagnia indonesiana Bumi Purnati. Per l’Italia, Emma Dante ( Leone d’oro alla carriera) presenterà in prima assoluta “I fantasmi di Basile”.
“Il tempo non esiste” è il titolo della rassegna di Danza con 60 appuntamenti e nove prime assolute. Leone d’oro alla carriera al Bangarra Dance Theatre australiano, Leone d’argento alla sudafricana Mamela Nyamza. Tra gli ospiti il coreografo israeliano Emanuel Gat, la coreografa lappone Elle Sofe Sara con 19 danzatori dell’Opera di Oslo e il libanese Omar Rajeh.
Il festival di Musica, intitolato “A Child of Sound” conta oltre 40 appuntamenti con 18 prime assolute. Leone d’oro alla carriera alla giapponese Keiji Haino, Leone d’argento alla canadese Sarah Davachi. In programma, tra gli altri, la prima esecuzione assoluta di “Musica per una fine” di Ennio Morricone, lavoro inedito pubblicato postumo da Sugar Music e costruito attorno a una poesia di Pier Paolo Pasolini letta dal poeta, oltre al veneziano Gigi Masin con Wind, album del 1986 che festeggia il quarantennale. Ci sarà anche, in prima assoluta e commissionata dalla Biennale, l’opera transculturale “In the Threshold of Your Love”, che mette in dialogo la compositrice e vocalist americana Lyra Pramuk col musicista iraniano Mohammad Reza Mortazevi, fra i massimi interpreti delle percussioni tradizionali persiane.