QUELL’AMBASCIATA UN PO TROPPO ANTI-TRUMP

Anche se molto legato a Romano Prodi, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni la sua cifra è stata sempre la prudenza e la grande capacità di adattarsi ai mutati scenari politici. Ma il nome dell’ambasciatore italiano a Washington Armando Varricchio è stato inserito ormai dal governo giallo-verde nella lista nera dei diplomatici da “attenzionare” e, magari, da rimuovere in tempi più o meno brevi.

Tutto nasce dal ricevimento per la nuova speaker della Camera dei rappresentanti Usa, Nancy Pelosi per il quale Varricchio ha offerto il 2 gennaio scorso i locali dell’ambasciata italiana a Washington.

Un ricevimento dove erano presenti tutti i grandi nomi del partito democratico a cominciare dai coniugi Clinton. E, il tutto, alla vigilia dell’arrivo del ministro degli Esteri Enzo Moavero a Washington per incontri con l’amministrazione Usa.

L’ambasciatore Varricchio si sarebbe giustificato ricordando che già l’anno precedente vi era stato un analogo ricevimento. Ma tant’è.

La mossa del nostro rappresentante diplomatico non è piaciuta neppure ai piani alti della Farnesina dove si teme che il nome di Moavero venga collegato a quella sorta di partito anti-Trump che vede anche nel presidente della Repubblica Sergio Mattarella uno dei più autorevoli esponenti in Italia.

Eppure proprio Varricchio si era speso nei primi mesi della presidenza Trump per ricucire un rapporto tra Roma e Washington che era tutto squilibrato verso i democratici per l’endorsement nei confronti di Barack Obama che proprio all’Italia aveva dedicato il suo State dinner di addio.

Anche sui dossier sensibili come la Libia, il gasdotto Tap e il Muos super radar in Sicilia Varricchio aveva cercato di smussare tutti i problemi riuscendo a risolvere molti dossier.

Ma il party per la Pelosi rischia ora di accelerare il processo di avvicendamento alla guida della nostra principale sede diplomatica all’estero. Sui nomi dei successori a Varricchio c’è ancora il buio più totale. Ma dentro e fuori la Farnesina molti stanno scaldando i muscoli in panchina.