Siria, ministri Esteri G7 allineati agli Usa contro l’uso di armi chimiche

In una città teatro dei primi scontri tra antagonisti e forze dell’ordine per il G7 a guida italiana, i capi delle diplomazie dei sette Paesi più industrializzati hanno ribadito oggi la loro condanna contro l’uso di armi chimiche in Siria ritrovandosi sulla linea del nuovo segretario di Stato americano Rex Tillerson che mercoledì sarà a Mosca per incontrare il ministro degli Esteri, Sergei Lavrov.

La posizione americana è nota: dietro le armi chimiche usate a Idlib contro civili e bambini c’è la Russia. Anche nelle ultime ore, secondo fonti si sono susseguiti intensi bombardamenti aerei e di artiglieria da parte del governo siriano in zone fuori dal controllo delle forze lealiste a Damasco, Daraa, Hama, Idlib e Aleppo. Si tratterebbe di attacchi condotti con armi convenzionali, ma anche con armi considerate illegali come le bombe a grappolo e bombe incendiarie al napalm.

Gentiloni al vertice Euromed: «Negoziato ed Europa»

Ma la crisi siriana e i riflessi sulla sicurezza nel Mediterraneo sono stati esaminati oggi anche a Madrid nel vertice EuroMed tra i sette capi di Stati e di Governo dei Paesi del Sud Europa. Secondo il premier italiano, Paolo Gentiloni, il messaggio si sintetizza con due parole: «Negoziato ed Europa».

Secondo Gentiloni «è stata giudicata motivata la risposta degli Usa, ma la soluzione nel lungo periodo e la stabilità derivano dalla ripresa del negoziato». Serve dunque più Europa come ha ricordato sempre oggi anche l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza della Ue, Federica Mogherini. «L’Europa – sostiene la Mogherini – fa già tutto quello che può fare e in questi giorni stiamo cercando di fare ancora di più. Ma l’Europa in questi giorni spinge perché il processo politico per portare fine alla guerra abbia l’impulso necessario».

Tillerson a S. Anna di Stazzema: rispondere a chi danneggia innocenti

Davanti al sacrario di Sant’Anna di Stazzema che ricorda l’eccidio nazifascista il capo della diplomazia Usa, Rex Tillerson ribadisce che c’è la mano di Mosca dietro l’attacco chimico a Idlib. «Noi – aggiunge Tillerson – vogliamo essere coloro che sanno rispondere quanti creano danni agli innocenti in qualunque parte del mondo.

E questo luogo – ha aggiunto – sarà luogo di ispirazione per la nostra azione». Tillerson incontrerà mercoledì a Mosca il ministro degli Esteri russo Lavrov mentre non è ancora stato confermato l’incontro con il presidente Vladimir Putin.

Già si sa che Tillerson metterà in evidenza tutte le responsabilità della Russia nell’attacco chimico in Siria del 4 aprile e chiederà (con il sostegno del G7 italiano), che Mosca ritiri l’appoggio al presidente Bashar al-Assad. Ma, secondo il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, l’attacco americano contro una base aerea siriana dimostra «la completa riluttanza degli Stati Uniti a interagire con la Russia per la crisi siriana e a prendere in considerazione i reciproci interessi e preoccupazioni».

A Lucca vertice G7 allargato in vista di incontro Tillerson-Lavrov

Proprio in vista dell’incontro tra Tillerson e Lavrov il ministro degli Esteri italiano Angelino Alfano ha convocato per domani mattina a Lucca una riunione tra il G7 esteri e i rappresentanti di altri Paesi coinvolti nella crisi siriana come Turchia, Emirati arabi, Arabia saudita e Giordania per «ragionare insieme noi e agli altri Paesi del su quale sia la strategia migliore per dare pace e sicurezza alla Siria».

Sempre oggi Alfano ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri iraniano, Javad Zarif. Alfano ha auspicato che l’Iran eserciti tutta la propria influenza sul regime siriano per evitare nuovi attacchi sui civili, eliminando completamente le armi chimiche ed assicurando il cessate il fuoco.

(articolo pubblicato su “Il Sole 24 Ore“, aprile 2017)