Domani summit europeo con Italia senza Governo

Mattarella a Gentiloni: rassicurare le istituzioni UE

Rassicurare Bruxelles sul fatto che l’Italia, anche dopo i risultati delle elezioni che hanno premiato forze populiste come Cinque Stelle e Lega, non abbandonerà mai il suo tradizionale impegno a favore dell’integrazione europea. E’ questo il messaggio di fondo che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella affida al premier uscente, Paolo Gentiloni (il quale domani incontrerà a quattr’occhi anche il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker) e ai ministri ormai in carica solo per gli “affari correnti”.

In vista del Consiglio europeo di domani, Mattarella ha infatti ricevuto oggi al Quirinale per la tradizionale colazione di lavoro il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni e i ministri degli Esteri, Angelino Alfano, dell’Interno, Marco Minniti, dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda e i Sottosegretari Maria Elena Boschi e Sandro Gozi. Anche la presidente della Confindustria europea, BusinessEurope, Emma Marcegaglia, pur rilevando che “è ancora molto presto e ci sono tutte le opzioni sul tavolo per la formazione del nuovo governo” rileva che “l’auspicio è che “prevalga una soluzione che non allontani l’Italia dall’Europa, che continui il processo di riforme e che le consenta di dire la sua nel processo di riforma dell’

MA GLI USA CORTEGGIANO L’ANTIEUROPEISMO DI SALVINI

Compito tutt’altro che agevole soprattutto perché le ultime dichiarazioni dei pentastellati e soprattutto di Matteo Salvini preoccupano le istituzioni europee. E non è privo di significato il fatto che ieri pomeriggio il leader della Lega Salvin abbia varcato i cancelli dell’ambasciata americana a Roma per un incontro con l’ambasciatore di Trump, Lewis Eisenberg, finanziere vicino al presidente Usa.

Si sarebbe trattato solo di una prima presa di contatto frutto del lavoro diplomatico del plenipotenziario per gli Esteri della Lega, Giancarlo Giorgetti anche se non si esclude che possano essere stati trattati temi di attualità internazionale e in particolare il confronto tra Washington e Bruxelles sulla vicenda dei dazi e dell’acciaio. In una logica di “guerra commerciale” non è ininfluente per gli Stati Uniti corteggiare e incoraggiare quelle voci critiche nella Ue (come appunto le nuove forze populiste italiane) che possano valutare criticamente le decisioni di Bruxelles e contrastare le impostazioni franco tedesche.

MALSTROEM-ROSS: ESITI RECIPROCAMENTE ACCETTABILI

Le dichiarazioni della commissaria Ue al commercio Cecilia Malmstroem e del segretario di stato americano Wilbur Ross lasciano ancora aperte molte ipotesi. Secondo la Malmstroem e Ross la mina potrebbe essere disinnescata. Si sarebbe infatti “concordato di lanciare immediatamente un processo di discussione con il presidente Trump e la sua amministrazione sulle questioni commerciali di comune preoccupazione, incluso acciaio e alluminio, con l’obiettivo di identificare esiti reciprocamente accettabili il più rapidamente possibile”.

MACRON LANCIA LA CAMPAGNA PORTA A PORTA SULL’EUROPA

Rapporti commerciali con gli Stati Uniti, road map sulla Brexit (sulla quale incombe lo scandalo di Cambridge Analytica) e futuro dell’Unione economica e monetaria restano le priorità per Parigi e Berlino che potrebbero decidere di andare avanti da soli senza un’Italia populista come già emerso nell’ultimo incontro a due Macron-Merkel a Parigi.

Sia la cancelliera tedesca che il presidente francese leggono l’agenda europea tutta in chiave del loro rafforzamento interno. Da sabato 24 marzo e per 6 settimane, fino a fine aprile, il Movimento En Marche! fondato dal presidente Emmanuel Macron effettuerà infatti una campagna di porta a porta su larga scala, per consultare i cittadini sulla rifondazione del progetto comunitario. “L’Europa è al centro della nostra identità”, ha detto il leader del Movimento En Marche, Christophe Castaner. “La grande marche” ha l’obiettivo di portare il dibattito sull’avvenire della Ue fuori dalle cerchie ristrette di addetti ai lavori.

LA MERKEL INSISTE SULLA STABILITA’ DELL’EUROZONA

“Venerdì – ha annunciato oggi la cancelliera tedesca – ci riuniremo in diciannove, cioè i diciannove Stati dell’eurozona, e parleremo del futuro dell’Unione economica e monetaria. Dopo che abbiamo superato l’acuta crisi dell’euro dobbiamo ora infatti occuparci della garanzia e stabilità dello spazio monetario nel lungo termine. Di un’unione bancaria, un’unione dei mercati dei capitali e una struttura definitiva per la cooperazione nell’eurozona.

Ciò include l’ulteriore sviluppo del meccanismo di stabilità europeo in un fondo monetario europeo e la questione di come migliorare la convergenza economica nell’eurozona attraverso la competitività ed eventualmente attraverso ulteriori risorse finanziarie”. Secondo la Merkel “siamo ancora molto lontani da un’Unione economica, perché un’Unione economica è molto di più di un semplice Mercato interno. Naturalmente la responsabilità principale per la capacità economica rimane in mano agli Stati membri. Responsabilità e controllo devono sempre andare di pari passo.”

La cancelliera preannuncia anche un confronto sui rapporti commerciali con gli Stati Uniti. “Naturalmente – ha precisato – parleremo delle relazioni commerciali internazionali. Sapete che gli USA devono prossimamente decidere se introdurre anche per l’Europa i dazi doganali su alluminio e acciaio.

Noi consideriamo tali dazi illegali, riteniamo che siano dannosi. Lo avevo già detto.” La cancelliera si dice convinta che il futuro sia nella coesione dell’Europa e non nella frammentazione in piccoli Stati, “non nella chiusura in sé stessi, non in egoismi nazionali” perché “soltanto insieme possiamo difendere la nostra sovranità, i nostri interessi e i nostri valori. Soltanto insieme saremo in grado di garantire il nostro benessere nel lungo termine e soltanto insieme riusciremo a dare il nostro contributo alla pace e alla stabilità nel mondo.”