GENIUS LOCI. COME FARSI CONTAGIARE DALLA MUFFA DEL TEMPO

Farà per la prima volta tappa il 14 novembre alla Reggia di Caserta il progetto artistico Genius Loci del duo TTOZOI, sigla che unisce Stefano Forgione e Pino Rossi, due artisti che guardano l’azione pittorica come a una prospettiva per riunire batteri, funghi ed amebe, che per la loro proprietà prolificano invadendo lo spazio. Il progetto è stato presentato alcuni giorni fa a Palazzo Massimo dal curatore Gianluca Marziani alla presenza alla presenza di Francesca Condò della Direzione Generale Musei del MiBACT e di Mirella Serlorenzi, Direttrice di Palazzo Massimo.

GENIUS LOCI, ideato da Stefano Forgione e Giuseppe Rossi, nasce dall’idea di realizzare opere d’arte direttamente nei luoghi storici prescelti, attraverso l’originale tecnica della proliferazione naturale di muffe su juta, con interventi pittorici successivi. Prima tappa il 14 novembre alla Reggia di Caserta per proseguire il suo viaggio nelle sedi del Parco Archeologico di Pompei e concludersi a Roma nel Colosseo.

Scondo Gianluca Marziani “la muffa diventa puro codice linguistico, un applicativo biologico che conduce la pittura al punto limite delle sue possibili mutazioni. La grammatica dei TTOZOI rigenera i modelli archetipici di Calzolari e Penone, riportando l’orbita iconografica nei perimetri evolutivi del quadro. L’azione naturale non si disperde ma avviene su superfici circoscritte, sotto il controllo dello spazio d’azione. Un evento tra casualità e controllo che radicalizza il legame tra Arte e Natura, rendendo la biologia un fenomeno elaborativo e partecipativo. Una dialettica viva che porta il fattore creativo nel cuore pulsante del ciclo naturale”. Marziani ha messo in evidenza come il “concettualismo naturalmente informale” o “l’informale naturalmente assoluto” che è alla base dell’operato artistico di TTOZOI, evolve il suo naturale processo creativo, ponendosi a contatto con tre siti Unesco, simboli universali della cultura architettonica, artistica ed archeologica italiana: la REGGIA DI CASERTA (14 novembre 2017) con la sua necropoli sannita databile al IV sec a.C., riportata alla luce nel 1990 nell’area sottostante il secondo cortile; l’ANFITEATRO DEL COMPLESSO ARCHEOLOGICO DI POMPEI (9/10 dicembre 2017) dove il duo avrà a disposizione gli ambulacri, sepolti dall’eruzione del Vesuvio del 79 e successivamente riportati alla luce. Infine il COLOSSEO (gennaio 2018), il più grande anfiteatro del mondo, simbolo globale della città di Roma ed icona d’Italia.

Gli artisti creeranno le opere in situ, implementando diverse installazioni costituite da teche sigillate all’interno delle quali le tele dimoreranno per circa 40 giorni: il Tempo e la Natura faranno il resto. Durante la gestazione è la tela che cattura l’humus, l’anima di ogni luogo, andando oltre il visibile, permettendo di trasferirvi la memoria del “contenitore” culturale mediante due fattori: il “condizionamento emotivo” e il “condizionamento ambientale”, in grado di evocare nella mente dell’osservatore la storia e le suggestioni dei luoghi prescelti.  Il processo informale, realizzato a quattro mani, prevede l’utilizzo di materie organiche (farine varie), acqua e pigmenti naturali su tele di juta, poi riposte in particolari teche che favoriranno la naturale proliferazione di muffe, con manifestazioni sempre diverse; nutrendosi della sola parte organica, le spore interagiranno con l’opera secondo uno schema ignoto ed apparentemente caotico. In realtà TTOZOI monitorerà la progressione del processo, fin quando deciderà di interromperlo, secondo una declinazione di “salvataggio dall’estetica in purezza”. Solo a questo punto le tele verranno pittoricamente rifinite ed ultimate, lasciando visibili le tracce del passaggio della natura.

Dal 1 al 31 luglio 2018 è prevista una mostra personale all’interno della Reggia di Caserta. Una seconda mostra istituzionale si terrà, infine, in una prestigiosa sede museale capitolina, così da esporre le opere realizzate nei tre complessi monumentali.