Biennale Architettura. Al via la 16a edizione non più spettacolo ma spazio pubblico da usare

VENEZIA – Il presidente della Biennale, Paolo Baratta, nel grande spazio dell’Arsenale che si affaccia sul resto della città si lascia andare a una riflessione ad alta voce: “Qui nel passato anche il più avaro mercante di Venezia, costruendo il suo palazzo pensava anche di donare  alla città la sua architettura, faceva diventare pubblico uno spazio privato: è proprio quella la visione che manca oggi”. Questa 16 Biennale Architettura con l’apertura di spazi nuovi (dall’infilata di 330 metri di galleria delle Corderie alle nuove Sale d’Armi) aperta oggi in anteprima alla stampa mondiale, secondo Baratta si caratterizza per lo sforzo di “promuovere questo spazio diverso che ci serve per vivere”.

L’obiettivo di fondo delle due curatrici Yvonne Farrell e Shelley McNamara di Dublino è quello di “far tornare l’architettura strumento del nostro essere cittadini e rendere lo spazio gratuito, quasi un diritto costituzionale”. In un momento di crisi come quello attuale “c’è una grande mancanza di fiducia  nel delegare a terzi i nostri bisogni mentre il desiderio di architettura deve far parte del nostro essere”. Eppure in tutti questi anni, commenta Baratta, ”gli architetti sono stati spesso complici di questo uso dell’architettura a fini solo spettacolari e scenici mentre l’architettura non è solo spettacolo, è necessità vitale”.

Nella rassegna si cerca di dare risposte alle domande di fondo: come organizzare un sentiero su una collina o vicino a un lago, come usare la pietra o materiali antichi in chiave moderna e sostenibile, come immaginare la nostra casa del futuro. Alla rassegna di architettura di Venezia partecipa un numero crescente di Paesi, ora anche il Vaticano, il Libano, l’Arabia Saudita , a testimonianza, osserva il presidente della Biennale, che “l’architettura è anche pensata come un luogo non solo dell’abitare ma anche della meditazione”.

Una riflessione, quella sull’Architettura, ricorda Baratta, iniziata nel ’75 con Vittorio Gregotti ma all’interno dell’Esposizione di Arti visive  e poi nel settore Teatro con il Teatro del mondo di Aldo Rossi. Risale al ’91 con Francesco Dal Co la prima Mostra con i padiglioni dei vari Paesi, rassegna confermata come settore autonomo nello Statuto della riforma del ’98. Dal 2014 la Mostra dura circa sei mesi. L’intento è quello di coinvolgere il maggior numero di persone da sabato prossimo al 25 novembre.